Completato un nostro studio sui tempi di approvazione dei dispositivi per il controllo della velocità: due anni e mezzo per approvare un nuovo dispositivo – cinque volte il termine di legge
10/14/2026
Completato un nostro studio sui tempi di approvazione dei dispositivi per il controllo della velocità: due anni e mezzo per approvare un nuovo dispositivo – cinque volte il termine di legge
Per approvare un nuovo dispositivo per il controllo della velocità, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) impiega in media due anni e mezzo. È cinque volte il termine di 180 giorni previsto dalla legge e il doppio rispetto ai principali Paesi europei.
È il risultato di un’analisi della nostra Fondazione su dati pubblici, condotta sui 17 decreti di approvazione di nuovi prototipi emessi fra il 2021 e il 2025. Nel 2025 l’unica pratica conclusa ha richiesto 1.198 giorni. Il record risale a giugno 2023, con 1.232 giorni: quasi tre anni e mezzo. I primi due decreti del 2026 sono in linea con il passato, con un’attesa media di 914 giorni. Nel 2018 e nel 2020, invece, non è stato approvato nessun nuovo prototipo.
Il confronto con i principali Paesi europei, illustrato nello studio, mostra un netto ritardo dell’Italia. Questo ritardo penalizza sia i controlli sia lo sviluppo di un’industria ad alta tecnologia. All’estero le procedure cambiano per tempi e regole, ma hanno un elemento in comune: si appoggiano a strutture tecniche specializzate in metrologia, la scienza delle misure. Al Ministero, in Italia, una struttura simile non c’è.
Per questo la Fondazione propone tre interventi fra i quali il più importante è quello di creare un’unità tecnica dedicata agli strumenti di misura per il controllo del traffico dentro il Ministero, oppure affidare le verifiche a organismi competenti accreditati, lasciando al MIT la decisione finale.
La tecnologia può rendere i controlli sulla strada più efficaci e salvare vite. Non possiamo permetterci che le inefficienze della pubblica amministrazione la frenino.





